sabato 30 novembre 2013

LIBRO 26

Benissimo terminato in una settimana il libro 25 cioè Mr Gwyn di ALESSANDRO BARICCO  come sempre un libro dalle molteplici interpretazioni con finale aperto e che da molti spunti di riflessione .. un libro che letto in diversi periodi rimanda a sensazioni differenti. io detesto fare le recensioni dei libri copio quindi quella dal blog inchiostro bianco


Jasper Gwyn è uno scrittore. Vive a Londra e verosimilmente è un uomo che ama la vita. Tutt’a un tratto ha voglia di smettere. Forse di smettere di scrivere, ma la sua non è la crisi che affligge gli scrittori senza ispirazione. Jasper Gwyn sembra voler cambiare prospettiva, arrivare al nocciolo di una magia. Gli fa da spalla, da complice, da assistente una ragazza che raccoglie, con rabbiosa devozione, quello che progressivamente diventa il mistero di Mr Gwyn.
Alessandro Baricco entra nelle simmetrie segrete di questo mistero con il passo sicuro e sciolto di chi sa e ama i sentieri che percorre. Muove due formidabili personaggi che a metà romanzo si passano il testimone, e se a Mr Gwyn tocca mischiare le carte del mistero, la ragazza ha il compito di ricomporne la sequenza per arrivare a una ardita e luminosa evidenza.

Questo è un libro gradevole, semplice e affascinante.
Dopo questa prima frase, torno indietro e vi spiego perché, scomponendolo, reputo Mr Gwyn un libro che va ben oltre questa breve descrizione.
È un storia che parla di uno scrittore, ma anche della volontà di trovare una via, di capire, di ricominciare e di interrompere. Tutto in centocinquantotto pagine che mi sono sembrate a tratti troppo lunghe e a tratti troppo brevi: all’inizio l’idea può sembrare banale, ma procedendo con la lettura ho sentito emergere con forza una di quelle storie capaci di accompagnarti verso una fine ideale e non troppo prevedibile, sia attraverso fatti divertenti che avvenimenti tragici.
I personaggi si intrecciano con un’eleganza non comune e sono poetici e un po’ strani, alcuni più credibili di altri, ritratti chi più intimamente e chi con più leggerezza. Alla stessa maniera Baricco ricrea ambientazioni che donano un’atmosfera magica agli attimi di vita che rinchiudono, come se luogo e emozione si fondessero.
È il primo libro di Baricco che leggo (non credo sarà l’ultimo) e per quanto la lettura scorra veloce e senza intoppi è forte la sensazione, fin dall’inizio, che ogni singola parola sia stata soppesata fino allo sfinimento: non ci sono termini di troppo — anche i dialoghi sono talvolta molto ridotti, magri oserei dire — e sono molte le frasi che fanno da perfetto esempio al concetto di aforisma. Si tratta di uno di quei libri in cui vi capiterà di rileggere qualche frase un paio di volte perché sentirete irrimediabilmente che sotto ci sia dell’altro, che al di sotto di quelle parole che avete ripetuto nella vostra mente (o ad alta voce, come preferisce lo stesso Baricco) ci sia qualcosa di più.
Sostanzialmente credo che Baricco abbia la capacità di ripeterti attimi di quotidianità in modo tale da farti sentire attonito, come se non ti fossi mai accorto di nulla, come se fossi stato addormentato. La dote principale dei comici, per intenderci.
Per quanto mi riguarda non voglio credere che questo libro sia soltanto un esercizio di vanità dello scrittore: c’è di più; l’ho regalato e consigliato, così come faccio oggi con voi.

e adesso è la volta del 26 e quindi ...
 l'inizio già mi piglia .... vedimao di affrontare queste 329 pag a presto

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